Storia

Se
siete interessati a questa razza, se qualcosa vi ha spinto a
navigare anche in questo sito,in questa pagina,sono certo che
avrete un’idea seppur sommaria della polemica che oramai da
cinquanta anni (ma è un tempo risibile se pensate che il nostro
cane è praticamente un fossile vivente!) tormenta quanti hanno a
cuore il passato ed il futuro del nostro cane bianco. Chi ha
qualche anno in più, ricorda come in occasione dei raduni in
terra d’Abruzzo,scendessero dei pecorai con dei ”leoni bianchi”
veramente impressionanti nella loro maestosità. Difficile era
avvicinarsi per goderli da vicino,impossibile era farsi mostrare
la dentatura dato che spesso anche il pastore preferiva non
superare la soglia ,bassissima, di sopportazione del suo cane da
pecora. Le stesse distanze di tolleranza tra un soggetto e
l’altro erano la dimostrazione fisica della estrema carica
caratteriale dei cani. Io credo che allontanarci da quel tipo di
cane,dalla cultura pastorale che lo ha forgiato, sia un errore,
sia soltanto la comoda presa di distanza di qualche
allevatore-commerciante al solo fine di vendere rassicuranti
batuffoli bianchi. Ben vengano le prove caratteriali se sono
finalizzate alla esclusione di quei soggetti paurosi e quindi
potenzialmente pericolosi che troppo spesso hanno riscosso
immeritati successi sui ring. Venga ,invece, premiata la
tranquilla indifferenza e la naturale diffidenza che è insita
della razza e che è segnale di sicurezza e stabilità
caratteriale. Sembrerà eccessivo l’ardore con il quale alcuni
cinofili sostengono la necessità di non perdere il patrimonio
caratteriale del Pastore Abruzzese,ma l’indole in questo cane è
determinante sia per le funzioni alle quali è stato sempre
destinato ,sia perché il carattere determina la tipicità di
razza ( un cane tosto ha delle posture,uno sguardo,una fierezza
che trasudano equilibrio e forza nervosa).Andare a stravolgere
delle caratteristiche fissate nei secoli per ottenere un
“prodotto “solo apparentemente più malleabile(o commerciabile!)
è un’operazione scriteriata perché modificativa di un’identità
assolutamente unica , preziosa e non recuperabile. Il panorama
moderno della cinofilia offre centinaia di razze con le più
stravaganti caratteristiche morfo- caratteriali. Consiglierei a
chi non se la sente di possedere o di allevare Pastori di
orientarsi su cani di minor impegno e di maggiore soddisfazione
economica. Lascerei a questa razza il privilegio di essere ciò
che è sempre stata:fiera,nobile,essenziale e testarda come la
popolazione che da sempre l’ha selezionata. SUL TIPO Nell’ultimo
decennio le selezioni hanno lentamente ed inesorabilmente
indicato un tipo di pastore profondamente diverso da quello
verace fissato nei documenti e nella memoria storica delle
popolazioni allevatrici della razza. Si è indirizzato gli
allevatori e gli appassionati verso un animale più “leggero” .
Il nostro cane è fondamentalmente un dissuasore,ha bisogno di
conseguenza di mostrare tutto un campionario di caratteristiche
fisiche che inducano al ripensamento eventuali aggressori. Una
struttura potente ,un torace largo ,denti lunghi,mandibola forte
collare folto sono armi di dissuasione di sicuro effetto nonché
funzionali. L’orientamento di alcuni pseudo allevatori è stato
diverso ed ha ottenuto un risultato duplice:: decremento
costante ed inesorabile della diffusione della razza (vedere i
resoconti ufficiali ENCI),depauperamento del patrimonio genetico
alla ricerca di nuovi ed improbabili sottotipi. Fortunatamente
alcuni appassionati proseguono ottusamente a credere nel loro
Cane,non hanno ceduto alle facili lusinghe della domanda
–offerta (produci ciò che il mercato chiede!) ed hanno tirato
dritto conservando con gelosia la loro linea di sangue. Oggi è
ancora possibile,in terra d’Abruzzo,trovare dei pastori che
hanno interi gruppi di cani nel pieno tipo,allevatori che ai
margini o fuori della cinofilia ufficiale proseguono un lavoro
di recupero del fenotipo del Pastore Abruzzese verace.